24 Giu 2022

La consulenza non va sempre bene

Siamo tutti consulenti, ultimamente. Sembrano spuntare come funghi. La consulenza è ovunque e per qualunque settore.

Ma come mai, secondo te, questo tipo di servizio è così popolare?

Partiamo col dire che non è nuovo, anzi. La consulenza è un servizio professionale molto più longevo di tanti altri. I motivi sono diversi ma principalmente

  • È possibile avvalersene in diversi momenti del proprio progetto

  • Non richiede l’assunzione diretta di una figura in organico ma permette di usufruire del servizio anche una tantum

  • Permette di avere uno sguardo esterno professionale sul proprio brand o azienda, sia per un problema specifico ma anche per una valutazione panoramica

  • Crea contatti con realtà diverse e anche distanti che sarebbero più difficili da raggiungere in autonomia.

Questi sono i motivi principali che rendono la consulenza un servizio così versatile e interessante. Ed è per questo che moltissimi professionisti la includono all’interno dei propri servizi. Anche in un periodo come questo in cui i clienti sembrano in difficoltà negli acquisti

Io non faccio eccezione. La consulenza fra l’altro è uno dei miei momenti preferiti, spesso iniziali, in grado di anticipare e far partire col piede giusto un percorso più ampio e articolato.

Non posso parlare per tutti e tutte le mie colleghe ma in questo articolo ti racconterò come funziona una consulenza con me, come la organizzo e a chi la consiglio.

Come ho organizzato il servizio

Esiste un momento precedente alla consulenza. Ovvero quello in cui vengo contattata per poterla organizzare e, insieme a chi la richiede, decidiamo se effettivamente quello sia il servizio adatto agli obiettivi e alle aspettative che mi sono state presentate.

Ci tengo a questo passaggio: la consulenza non è un servizio che può essere distribuito a pioggia solo perché ha un costo relativamente più basso degli altri e perché dura meno. Avere questo approccio alla consulenza è sbagliato e potrebbe rivelarsi solo una perdita di tempo. La consulenza ha un suo scopo e una sua strategia. Ha senso in determinati momenti che vedremo più avanti.

Ma è per questo che, prima di proporla, do ampio spazio alla fase precedente di analisi reciproca. Anche perché, e questo è un punto da non sottovalutare, io potrei anche non essere la consulente giusta. Questo non mi fa sentire inferiore o impreparata ma consapevole dei miei limiti e della necessità di non far perdere tempo e soldi a chi mi contatta.

Superata questa fase, chiedo di firmare un contratto che tutela la prestazione che, seppur breve, prevede uno scambio di dati e informazioni sensibili che vanno tutelate.

Dopodiché propongo un questionario che è diverso a seconda del cliente, anche se con tratti comuni. Il questionario è importante per me perché attraverso le risposte che ricevo e la completezza con la quale mi vengono fornite, riesco a preparare gli strumenti migliori da proporre durante la videochiamata di un’ora. Che sembra un tempo lungo in realtà vola via.

Altro punto sul quale mi soffermo: il tempo è una risorsa preziosa. Più preziosa dei soldi. L’idea di sprecare il tempo di chi sceglie di affidarsi a me e anche il mio mi sembra un crimine. Cerco sempre di massimizzare l’ora di consulenza calcolando al minuto quello che dobbiamo affrontare. Certo, mi lascio guidare dalle sensazioni e dalle necessità di chi ho di fronte. Ma, per esempio, calcolo sempre uno spazio per le domande alla fine, che non sono da sottovalutare.

La consulenza che propongo di base dura un’ora e – per ora– si svolge in modo digitale tramite videochiamata. È sicuramente più comodo ed economico per me e per chi la acquista ma quelle poche che – per via del Covid – sono riuscita a fare di presenza hanno secondo me un grande valore umano oltre che professionale.

Quando chiedere una consulenza con me

 

Una delle domande più ricorrenti è “ma quando la chiedo una consulenza, in che momento“. Come ti dicevo, è un servizio molto versatile ma nel corso del tempo ho individuato alcuni momenti cardine in cui chiedere questo servizio. Prima di elencarteli ti faccio presente che per rispondere a una domanda come questa non bisogna guardare solo chi ce la vende ma le nostre aspettative e gli obiettivi che abbiamo nel momento in cui la chiediamo.

Testi per il sito, difficoltà nella scrittura per i social, ricerca del proprio tone of voice, pay off o naming sono solo alcune delle cose che di solito valuto in consulenza. Comprendo, anche, tutto il mondo off line perché è imprescindibile la connessione fra ciò che diciamo nel digitale e quello che raccontiamo fuori. 

Qui ti elenco tre momenti in cui chiederla: 

  • All’inizio di un nuovo progetto: in questo modo, la consulenza sarà lo strumento più utile per partire col piede giusto, verificare di non aver sottovalutato niente, valutare la fattibilità di alcune idee prima di metterle in pratica.

  • Dopo un po’ di tempo dall’avvio del progetto: perché questo è il momento in cui si possono cominciare a fare alcune valutazioni importanti su cosa stia funzionando nella propria comunicazione e cosa, invece, costituisca una zavorra dalla quale liberarsi.

  • Quando serve una rivoluzione: un momento cruciale perché ci si è resi conto della necessità di dare una scossa alla propria comunicazione. Ma dare il via a una rivoluzione non è semplice e, soprattutto, perché funzioni va fatto con strategia.

Se ci pensi e tieni presente questi momenti, a che punto sei della tua comunicazione?

Entrare in punta di piedi ma concretamente

 

Se c’è una cosa che ho detestato di alcune consulenze che ho acquistato è la vaghezza. Il vuoto. Il niente.

Questo succede, a mio avviso, quando la consulenza si concentra troppo sul momento attuale del cliente. È vero, fotografare l’attualità per capire bene dove possono esserci le criticità e i punti di forza da potenziare è importante. Ma da un servizio come questo mi aspetto, prima di tutto, concretezza. Voglio terminarlo con la testa che mi frulla di idea e due/tre strumenti utili per mettermi subito a lavoro. Anche a piccoli passi, non serve la rivoluzione tutta e subito.

È importante, altrettanto, entrare in punta di piedi nei progetti altri. Cerco di mettermi nei panni di chi, magari, si trova in difficoltà e trovarsi di fronte una consulente che demolisce qualsiasi cosa abbia fatto fino a quel momento non è piacevole.

Credo che sia più costruttivo, ed è quello che mi impongo di fare sempre, partire dai punti di forza che – se si ha voglia e capacità di fare una bella analisi ci sono sempre, anche se alcune volte sono nascosti. Miglioriamo le cose che ci vengono già bene, partiamo dalla fiducia nelle nostre potenzialità. Dopodiché trainare e correggere le cose che invece sono in affanno sarà più efficace. Sono fermamente convinta di questo pensiero, i risultati che ho ottenuto insieme a chi ha scelto di lavorare con me lo hanno confermato.

Ogni consulenza è diversa dalla precedente

 

Giochiamo a carte scoperte. Ogni servizio, per funzionare, deve avere dei momenti standard che si ripetono per tutti i clienti. Altrimenti si impazzisce nel dover modificare ogni volta l’erogazione e diventa una perdita di tempo per tutti.

 

Ma al di là della struttura, il contenuto e la modalità con la quale lo presento cambiano di volta in volta. Questo mi dà più lavoro da fare? Certo che sì. Ma in virtù di quello che ci siamo detti prima, una consulenza per funzionare davvero dev’essere cucita addosso a chi la richiede.

 

A volte dovrà contenere meno informazioni per assimilare quelle fondamentali. Altre volte sarà necessario essere più ricchi e didascalici. È come cucire un abito su misura, che accolga le richieste di chi lo dovrà indossare fin nel più piccolo dettaglio.

 

Due consulenze sui testi di un sito web, per esempio, non saranno mai uguali fra loro. Perché dietro quel sito c’è una persona che lo ha desiderato e creato e che, di sicuro, lo avrà fatto in modi, momenti e con aspettative differenti.

 

Quello che proporrò, allora, non potrà essere lo stesso approccio ma dovrò ragionare prima di tutto per obiettivi e non per strumenti.

 

E dopo cosa succede?

 

Ci sono vari scenari che si aprono dopo una consulenza. Spesso abbiamo proseguito le collaborazioni mettendo in pratica alcune parti delle cose analizzate insieme. Altre volte ci siamo fermati lì per dare il tempo alle informazioni di sedimentare.

 

Concludo quasi sempre con un report, per chi lo richiede. All’interno fornisco tutto – ma proprio tutto – quello che ci siamo detti in consulenza. Viene impaginato e consegnato nel giro di qualche giorno e diventa un manuale altamente personalizzato dal quale partire e che può essere consultato in qualunque momento, anche successivo dopo mesi dalla consulenza.

 

Cosa dice chi ha provato questo servizio

 

Dopo tutte le mie riflessioni, lascio spazio a chi l’ha provata. Perché oltre il mio punto di vista (di certo parziale e sicuramente molto coinvolto) preferisco favorire le parole di chi ha fatto questa scelta.

 Clicca su di loro per scoprire il mondo di ciascuna. 

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