20 Lug 2022

Analisi della concorrenza: come la stai facendo?

Prova a contare mentalmente quante volte hai sentito o letto la frase “devi conoscere il tuo competitor”. Quando arrivi a un milione fermati perché potresti non fermarti più.

È assolutamente vero, diciamocelo. Nessun contenuto della tua comunicazione vive in uno spazio isolato in cui ci sei solo tu a parlare di un determinato argomento. Il tuo stesso progetto professionale (che ogni giorno cerchi di raccontare in modo efficace) è una delle tante versioni presenti in giro, al di là della tua originalità che non metto in dubbio.

Lo studio della concorrenza, quindi, è alla base del tuo lavoro quotidiano per capire se quello che stai facendo e il modo in cui hai scelto di farlo sono in linea con gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Se sei all’inizio o se sei nel mezzo di un restyling completo del tuo progetto, e quindi della tua comunicazione, lo studio della concorrenza è fondamentale per alzare la testa da ciò che fai e imparare a guardarti attorno, con cognizione di causa.

Questo, bada bene, andrebbe fatto sempre, anche mentre stai proseguendo con le tue operazioni. Perché anche se tu sei costante, la concorrenza attorno a te cambia, si restringe o diventa più articolata. Quindi dare un’occhiata periodicamente è fondamentale.

In questo articolo voglio darti una serie di domande pratiche e per nulla vaghe che ti permettano di creare una scheda per ciascuno dei tuoi principali competitor. Avere delle schede ha numerosi vantaggi, che ho testato nel tempo:

  • Permette una consultazione rapida in caso di bisogno e consente di creare anche dei sottogruppi (Main competitor, competitor indiretti ecc…);
  • Raggruppa in un solo posto tutte le informazioni fondamentali, divise per categorie e già scremate delle info che davvero ci servono
  • Ci dà una panoramica accurata delle persone, brand o progetti da osservare e ci permette di aggiornare i dati rapidamente in caso di cambiamenti o integrazioni.

Perché, vedi, il punto è che non si può passare ore e ore a scorrere pagine di Instagram alla ricerca di quello che fanno gli altri. Non è quello lo studio della concorrenza. Quello è masochismo. La concorrenza va studiata sempre nell’ottica di quello che serve davvero a noi, creando informazioni che poi possiamo usare per i nostri scopi. Di certo non per generare frustrazione e ansia da prestazione.

Studio della concorrenza: non dimenticare il target

Faccio un inciso che forse ti aspettavi prima ma eccolo qui, invece. Non esiste studio del target senza, in parallelo, avere ben chiara anche l’analisi del proprio target. Sapere chi parla con chi vorremmo parlare anche noi.

Sono due operazioni che hanno delle somiglianze ma che si muovono per scopi differenti. Quando studi il target sei alla ricerca di esigenze, abitudini, richieste, punti di vista che puoi completare. Cerchi di entrare nelle maglie delle relazioni umane che, quando si intrecciano, possono portare alla luce dei problemi o delle necessità che tu potresti essere in grado di risolvere. Cerchi, inoltre, un modo di esprimersi che deve interagire col tuo, da una parte con un punto interrogativo alla fine e dalla tua parte con un esclamativo.

Quando studi la concorrenza, invece, troverai persone che hanno avviato un progetto simile al tuo, che interagiscono con un target che interessa anche a te, che hanno degli strumenti nel proprio repertorio che ricordano molto quelli che usi anche tu. Ma che hanno, in ogni caso, delle differenze. Significative. Ecco. Sono quelle che ti interessano davvero. Nel bene e nel male. Nel bene, cioè tutte quelle cose che fanno meglio o con più efficacia e che possono ispirarti per farti comprendere dove potresti migliorare (perché non sei inferiore ma alla ricerca di una mira migliore). Nel male, ovvero tutte quelle cose che tu, invece, sai valorizzare molto meglio della professione che fate. E che costituiscono un punto a tuo favore nell’inevitabile competizione fra di voi. Che però ti invito a portare avanti nel segno del fair play. Fidati, ci si diverte di più.

 

Le domande sulla concorrenza

 

Quando ho cominciato il mio progetto da freelance, ho dedicato molto tempo a cercare una formula che fosse utile (no perfezione, no fai così che ottieni il cash, no metodi miracolosi) per la mia analisi dei competitor. Mi sono sera conto che avere una sorta di schedario, snello e facile da aggiornare, era la soluzione giusta per me.

In un unico file (puoi scegliere il programma che vuoi) avevo a disposizione i principali soggetti che volevo monitorare e che ritenevo la mia vera concorrenza.

Sono stati tutti profilati con delle domande che mi hanno permesso di avere in un colpo d’occhio le risposte che mi servivano, senza dover passare ore a fare scroll all’infinito. Perché quello davvero non serve a nulla.

Non ci sono arrivata battendo le mani e facendo una giravolta. Ma sbagliando, depennando, ricominciando. Te lo dico perché adesso ti darò le domande che uso di solito e che poi metto in pratica. Ma sei tu a dover fare una riflessione su ciò che davvero funziona per te e cosa invece puoi scartare. Sì, anche da quello che ti do io.

Ogni strumento che scegli di includere nella tua comunicazione deve funzionare per te. Per cui testale, usale oppure no. Ma per favore smetti di associare l’analisi dei competitor alle ore che hai passato a struggerti sui post altrui. Fallo per te.

Ecco, quindi, le mie tredici domande che, ogni volta, uso per creare un profilo accurato dei miei competitor e che fanno da base all’analisi (perché in alcuni casi le integro con ulteriori sottocategorie di domande). Spero le troverai utili e anche stimolanti, fammi sapere!

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Ma devo per forza fare le schede?

Assolutamente no! Puoi farti queste domande mentre analizzi e prendere dei semplici appunti. La cosa davvero importante è il tuo punto di vista che deve progressivamente cambiare per rendere lo studio della concorrenza qualcosa di concreto e non solo una fonte di ansia e frustrazione.

Come posso aiutarti?

Qui trovi tutti i modi in cui posso aiutarti a realizzare contenuti efficaci e che parlino davvero di ciò che sai fare, in modo autentico e originale.